Moto Guzzi Griso 850

 

 

 

Make Model

Moto Guzzi Griso 850

Year

2007 - 09

Engine

Four stroke, 90° V twin, longitudinally mounted, light alloy push-rod, 2 valves per cylinder.

Capacity

877 cc / 53.5 cu-in
Bore x Stroke 92 x 66 mm
Cooling System Air cooled
Lubrication Splash
Compression Ratio 9.8:1
Exhaust Stainless steel, 2 in 1, with three ways catalyser and Lambda probe oxygen sensor

Induction

Magneti Marelli IAW alfa-n system Multipoint phased sequential fuel; 2 throttle bodies of 40 mm with injectors Weber IW 031, Lambda sensor

Ignition 

Inductive discharge, digitally controlled, electronic twin spark ignition 
Starting Electric

Max Power

75 hp / 54.8 kW @ 7600 rpm

Max Torque

70 Nm / 51.6 lb-ft @ 7000 rpm
Clutch Dual disc dry

Transmission 

6 Speed 
Final Drive Shaft
Gear Ratio 1st 17/38 = 1 : 2.235
2nd 20/34 = 1 : 1.700
3rd 23/31 = 1 : 1.347
4th 26/29 = 1 : 1.115
5th 31/30 = 1 : 0.967
6th 29/25 = 1 : 0.862
Frame Double cradle, in high tensile strenght tubular steel

Front Suspension

Telescopic hydraulic fork with Ø 45 mm, preload adjustable
Front Wheel Travel 120 mm / 4.7 in

Rear Suspension

Single arm suspension progressive linkage, rear shock absorber adjustable in rebound ad pre-load
Rear Wheel Travel 110 mm / 4.35 in

Front Brakes

2x 320mm discs  4 piston calipers

Rear Brakes

Single 282mm disc 2 piston caliper

Front Tyre

120/70 ZR17

Rear Tyre

180/55 ZR17
Rake 26.3°
Trail 108 mm / 4.3 in
Dimensions Height 1070 mm / 42.1 in
Length 2260 mm (89.0 in
Wheelbase 1554 mm / 61.2 in
Seat Height 800 mm / 31.5 in
Ground Clearance 185 mm / 7.3 in

Dry Weight

227 kg / 500.4 lbs

Fuel Capacity 

17.2 Litres / 4.5 US gal

Balanced aggression.  How could you not be seduced by the Griso that is so far removed from all the others and the dream of every rider? It’s not often that you can feel the heartbeat of a big twin engine even when the engine isn’t running – with the Griso you can. 

Moto Guzzis have such extraordinary personalities that they attract enormous followings and so Moto Guzzi decided to make a model that would allow more access to an already legendary machine.  This machine would be fitted with an 850 engine that enthusiasts know well. 

Obviously the only thing that belongs to the past is the size of the engine.  All you have to do is twist the throttle to realize that under the aggressive appearance a new heart beats. 

The new engine is technologically very advanced and offers sports-like performance especially when the road starts to climb or becomes a series of wonderful twists and curves. 

From first appearances, there is nothing to show that this is the “little sister” of the Griso 1100.  If you look closely you may notice that there is no oil cooler on the right hand side, you may notice the black frame or the grey transmission and wheels.  All in all it is a bike with a determined, exuberant character and its strength lies in its charm. 

Prova

Le differenze estetiche tra le due sorelle sono poche ma facilmente ravvisabili. Si possono riassumere nella diversa colorazione del propulsore, dei cerchi e del cardano, nella differente conformazione dei collettori di scarico, oltre che nella mancanza sul fianco destro del bicilindrico 850, del radiatore dell’olio. Proprio quest’ultimo particolare è quello che balza all’occhio maggiormente e che a parer mio fa perdere qualche punto al look della Griso 850 nei confronti della 1.100.
Per il resto è sempre la stessa, anticonformista senza età, che appena proposta sul mercato è già diventata un classico.
Rimangono lì dove sono i capisaldi stilistici: il cannone fotonico (terminale di scarico) lo "smilzo" tappo serbatoio, così come l’originale telaio tubolare doppia culla, unico nel suo genere.
Se esteticamente poco cambia, anche il piccolo, si fa per dire, ottoemmezzo anzi 877 cc per la precisione, si allontana ben poco dalla versione di maggior cubatura. Perde per strada qualche Kw, 56 al posto di 64,8, mentre la coppia tocca una punta di 70 Nm contro gli 89 della sorella maggiore. Tutto questo senza smarrire strada facendo i pregi del bicilindrico di maggior cubatura. Stessa fluidità nell’erogazione dei cavalli, medesima capacità di incassare senza "fremiti" le aperture di gas dai regimi più bassi.

Saliti in sella, la prima impressione rimane quella legata alla prova della sorella maggiore. Sella ad altezza "umana", 800 mm, manubrio largo (pure troppo...) e pedane alte ed arretrate il giusto. Anche ciò che si para davanti agli occhi è rimasto inalterato. La moderna strumentazione mista analogico-digitale, ricchissima di informazioni (velocità media-istantanea-massima, consumi, contachilometri totale-parziale, orologio e temperatura ambiente) è la medesima della 1.100.

Lesto all'avviamento, il bicilindrico pulsa e si scuote ad ogni apertura di gas, niente di fastidioso per carità...e nulla a che vedere con la generazione precedente del V90.
Come già apprezzato sulla millecento, anche la ottemmezzo, conferma la bontà della nuova trasmissione. Niente "sclanc" all'inserimento della prima e massima silenziosità anche per gli innesti dei restanti cinque rapporti. Solo in scalata si manifesta un po’ di rumorosità, ma i passi avanti, anzi meglio dire i salti, ci sono stati e sono decisamente apprezzabili.
Se non fosse per la minor potenza e soprattutto coppia ai bassi regimi, potrei dire che il comportamento stradale della 850 fotocopia perfettamente quello della sorellona. I 227 chili di peso spariscono nei primi metri di prova. A dispetto di quote ciclistiche "solide", la Griso 850 si dimostra sempre, anche in questa versione, un gran bel mezzo da misto. I pochi cavalli a disposizione sono sempre pronti e facilmente scaricabili a terra (vorrei vedere dico io, con un 120/70-17 davanti ed un 180/55-17 dietro gommati supersport)
Mantenuta la grande velocità nei cambi di direzione, con l'avantreno che non molla mai la propria "rotaia" ed una stabilità decisamente elevata in ingresso e percorrenza curva, la Griso junior si dimostra moto equilibrata e ciclisticamente sana.
Come per qualsiasi naked, il limite dei 120-130 km/h rappresenta la soglia oltre la quale l’aria inizia a farsi sentire in maniera fastidiosa, anche se in questo caso, l’ampio manubrio e la posizione di guida leggermente caricata in avanti, aiutano a mitigare la spinta contraria.
Nell'utilizzo cittadino, ambiente che le si confà decisamente, la rotondità e la capacità del V90 di trotterellare a regimi da bradipo aiuta nello slalom automobilistico. Semmai dovessi fare un appunto, questo è legato alla larghezza del manubrio, che infastidisce nei tipici passaggi tra le auto incolonnate. Anzi gli appunti sono due, vista la scarsa praticità del cavalletto, che per i meno alti risulta scomodo da azionare (troppo lontano anche per un piede prensile....).

Source Moto.it